Immobili Sicilia - Il Mercato Immobiliare 3 trimestre 2018

Il Mercato Immobiliare II Trimestre 2018

Andamento mercato immobiliare II° trimestre 2018

Residenziale
Prosegue il segno positivo delle transazioni con prezzi che tendono alla stabilizzazione.
Su scala nazionale anche il secondo trimestre registra una crescita di compravendite con il 5,6% di aumento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, il numero delle transazioni normalizzate residenziali è stato di 153.693.
Una crescita quindi che prosegue in modo continuativo da 3 anni compensando le perdite del 2012. (Tabella 1)
In linea generale ad aumentare in maniera più marcata sono stati i comuni con minore densità abitativa anche se in 3 macro aree su 5, i capoluoghi hanno avuto una maggiore crescita. In cima quelli dell’area Nord Est con +10,4%
Analizzando le 8 città principali italiane per popolazione, tutte hanno avuto un aumento seppur limitato entro il 5%, ad eccezione di Roma con un tasso in negativo dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2017. (Tabella 2)
Anche le pertinenze come cantine e depositi hanno registrato una crescita in positivo, ma il dato più rilevante proviene dai box e posti auto con un tasso raddoppiato rispetto al 1° trimestre 2018 e 90.000 compravendite concentrate maggiormente nell’area Nord Est

Settore terziario e commerciale
Relativamente al settore terziario commerciale prosegue il trend in positivo con un tasso di +8,5% rispetto allo stesso trimestre del 2017. Confrontando questa fascia di segmento rispetto al residenziale, il recupero delle perdite dopo la crisi del 2012 è stato nettamente maggiore.
Sempre il Nord Est ha incrementato il maggiore dato con + 19,3% rispetto al trimestre precedente ed in maniera più moderata il Sud con +7,7% ed il Nord Ovest con +7,5%
Nel complessivo la maggior parte degli aumenti si è registrato, come per il residenziale, nei comuni minori con l’eccezione del Nord Est (Tabella 3)
Analizzando il settore terziario commerciale in quattro segmenti (“uffici e studi privati” – “negozi e laboratori” – depositi commerciali e autorimesse” – “edifici commerciali – alberghi, istituti di credito ed uffici pubblici” i dati delle 8 principali città italiane per popolazione hanno prodotto i seguenti risultati:
il comparto degli “uffici e studi privati” ha avuto un andamento più che positivo con una crescita del 15,2% quasi raddoppiata rispetto alla media nazionale, anche se molto diversificato tra le singole città. Infatti solo a Milano le compravendite registrate sono state maggiori del totale delle altre metropoli. Un marcato calo delle transazioni si è verificato a Genova e Torino con rispettivamente – 57,9% e – 46,9% (Tabella 4)
Nel segmento “negozi e laboratori” rispetto all’andamento nazionale, i volumi scambiati nelle città hanno subito, un minimo abbassamento pari -0,9%. Come si è verificato nel comparto degli uffici, i dati delle singole città sono stati parecchio differenziati tra loro con significativi aumenti nelle città di Firenze +28,6% e Milano +13,3% contrapposti a risultati negativi nelle città di Torino -20,5% e Palermo -17,9% (Tabella 5)
I “depositi commerciali e autorimesse”, hanno avuto in generale un aumento del 3,1%, anche se 5 città su 8 hanno registrato una diminuzione del numero di compravendite con in testa Bologna -18,5%. In controtendenza ai risultati negativi, hanno registrato incremento significativo le città di Milano con +26,9%, Napoli 12,1% e Torino 11,5%. (Tabella 6)
Relativamente al segmento riguardante le tipologie di edifici commerciali, alberghi e istituti di credito il numero delle compravendite è stato minimo con tassi parecchio variabili e oscillanti.

Dati registrati dal sondaggio della Banca d’Italia.
I dati relativi al sondaggio del II° trimestre effettuato presso 1.478 agenzie immobiliari dalla Banca d’Italia, hanno evidenziato per il 76% degli agenti intervistati, una tendenza alla stabilità dei prezzi delle abitazioni rispetto alle misurazioni precedenti dove si rilevavano andamenti in diminuzione.
Si rafforzano i segnali di stabilizzazione della domanda secondo il 60% degli agenti e diminuisce il numero di giacenza degli incarichi di vendita. Per quelli non andati a buon fine, il motivo principale rimane sempre il divario tra il prezzo richiesto e quello offerto.
Si riduce il margine di sconto sul prezzo di vendita ma aumentano leggermente i tempi che intercorrono tra l’incarico e la conclusione della trattativa (7,5 mesi)
La percentuale degli acquisti con il ricorso al mutuo rimane sempre alta (81%) mentre resta invariata la percentuale di mutuo rispetto al prezzo di acquisto (75%)
Le aspettative sull’andamento del mercato a medio termine rimangono favorevoli per la maggioranza degli agenti.